Archivio mensile:maggio 2020

FOCUS SU ECOBONUS 110%

L’ABITAZIONE PRINCIPALE E LA PRIMA CASA NON SONO LA STESSA COSA

Il Decreto Legge n. 34 del 19/05/2020 meglio conosciuto come decreto rilancio all’art. 119, prevede una detrazione o incentivo che dir si voglia, pari al 110% per gli interventi di efficientamento energetico, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica veicoli elettrici. I commi dell’art. 119 in cui si definiscono la tipologia e le caratteristiche degli interventi incentivati, sono quelli dal n.ro 1 al n.ro 8, mentre i commi 9 e 10 definiscono chi sono i destinatari delle agevolazioni e recitano cosi:

Comma 9: Le disposizioni contenute nei commi da 1 a 8 si applicano agli interventi effettuati: a) dai condomini; b) dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio dell’attività di impresa. arti e professioni, su unità immobiliari, salvo quanto previsto al comma 10; c) dagli Istituti autonomi case popolari IACP [ … ] ; d) dalle cooperative di abitazione [ … ]

Comma 10: Le disposizioni contenute nei commi da 1 a 3 non si applicano agli interventi effettuati dalle persone fisiche, [ … ] su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale

Ed è a questo punto della lettura che a molti sorge il dubbio, ma la prima casa è l’abitazione principale? La risposta è:

  • NO se mi riferisco alla definizione legislativa;
  • DIPENDE se mi riferisco all’utilizzo dell’immobile;

Partiamo dalla definizione di abitazione principale.

Il Decreto Legge n.201/2011 così detto Decreto Monti, all’art. 13 comma 2 recita: Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente”

Per cui siamo in presenza di un’abitazione principale quando si verificano contemporaneamente queste 3 condizioni:

  1. siamo proprietari o possessori;
  2. abbiamo la residenza anagrafica;
  3. dimoriamo abitualmente ovvero in maniera continuativa.

Cosa si intende per prima casa.

È un concetto che si riferisce solo all’atto in cui un soggetto, che rispetta determinati requisiti, acquista, riceve in donazione ecc. un’unità immobiliare residenziale, potendo accedere ad una serie di agevolazioni e benefici così detti “benefici prima casa”. I requisiti da possedere sono:

  1. l’immobile in oggetto non deve appartenere ad una delle seguenti classi catastali:
    • A1 abitazioni di tipo signorile;
    • A8 abitazione di tipo ville;
    • A9 castelli e palazzi artistici e storici;
  2. l’immobile si trova nel comune in cui l’acquirente ha o intende stabilire la propria residenza o lavora;
  3. non essere titolare, esclusivo o in comunione col coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione, su altra casa nel territorio del comune dove si trova l’immobile oggetto dell’acquisto agevolato;
  4. non essere titolare, neppure per quote o in comunione legale, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà, su altro immobile acquistato, anche dal coniuge, usufruendo delle medesime agevolazioni prima casa”

Quindi relativamente all’Ecobonus 110% possiamo trovarci nella condizione in cui abitazione principale e prima casa coincidono ma anche no.

Esempio 1: Ho acquistato un’unità residenziale unifamiliare con le agevolazioni “prima casa”, ho la mia residenza e vi dimoro abitualmente, quindi è la mia abitazione principale e posso usufruire dell’Ecobonus 110%;

Esempio 2: Ho acquistato un’unità residenziale unifamiliare con le agevolazioni “prima casa”, ma risiedo e dimoro abitualmente in un altra casa, magari di proprietà del coniuge, quindi non è la mia abitazione principale e non posso usufruire dell’Ecobonus 110%.

È opportuno evidenziare che ai fini dell’Ecobonus 110% il requisito di “abitazione principale” è riferito solo al caso di unità immobiliare residenziale unifamiliare (per es. una villetta). Quindi se siamo proprietari di più residenze ma di tipo condominiale, non abbiamo alcuna preclusione ad usufruire delle detrazioni.

Un’altra importante precisazione da fare è che, un’unità residenziale unifamiliare, che non è “abitazione principale”, può comunque usufruire delle detrazioni Ecobonus 110% relative al miglioramento sismico, l’installazione di impianti fotovoltaici, l’installazione di sistemi di accumulo per l’impianto fotovoltaico, le colonnine di ricarica per veicoli elettrici.

FACCIAMO L’ANAMNESI DELLA TUA CASA

Sai cosa è l’anamnesi in medicina? È l’insieme delle notizie, informazioni e sensazioni date dal paziente e/o dai suoi familiari al medico per aiutarlo ad orientarsi verso un processo di diagnosi.

Ecco, se vuoi avere una prima diagnosi della tua casa, iscriviti al blog cliccando sul pulsante segui nella barra a destra, riceverai la password per accedere al questionario di diagnosi, mettiti comodo e compilalo, più sarai preciso, più precisa sarà la diagnosi.

Il questionario è anonimo, dovrai indicare solo il nome, la città dell’immobile e la mail per risponderti; è rivolto a chi ritiene che la sua casa non garantisce un adeguato benessere ambientale, presenta problemi di muffe e/o condensa, ha elevati consumi energetici.

Analizzerò le tue risposte, nel caso ti chiederò delucidazioni via e-mail ed entro 5 giorni lavorativi dall’ottenimento di tutte le informazioni necessarie ti invierò un report contenente:

  • i risultati dell’analisi del questionario;
  • l’individuazione delle problematiche;
  • le eventuali indagini da fare in loco, anche con monitoraggi ambientali;
  • gli eventuali interventi necessari e la loro priorità;
  • le agevolazioni fiscali attualmente disponibili;
  • i consigli comportamentali per attenuare eventuali problemi presenti.

Decreto Rilancio – Agenzia delle Entrate – Primo Vademecum

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato un primo vademecum costituito da 32 schede riassuntive dei vari incentivi previsti dal Decreto Legge n. 34 del 19 maggio 2020, la quarta è quella relativa all’Ecobonus 110%. Qui sotto i link utili per chi vuole approfondire:

Dl “Rilancio”: le misure fiscali in trentadue semplici moduli

Decreto Rilancio – 110% di ecobonus per migliorare gli immobili

Incentivi per efficientamento energetico, sismabous, fotovoltaico, colonnine di ricarica di veicoli elettrici

Diciamo subito che ad oggi 16 maggio 2020, il decreto aprile ovvero maggio, non è ancora in gazzetta ufficiale, quindi tutto quello che leggiamo si basa sulle bozze in circolazione. Attendiamo l’ufficialità, perché lo sappiamo, in Italia ci può sempre essere una “manina” che cambia le cose in fase di stampa.

A mio parere, “l’ecobonus 110” rappresenta davvero una svolta green per il parco immobiliare del nostro Paese, in tal senso esprime le migliori intenzioni. Ma c’è più di un ma, il primo è che ha bisogno, di ulteriori atti per essere applicabile; atti che si spera come da formula di rito, siano emanati “entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto”.

Si prevede la possibilità di optare per la cessione del credito o lo sconto in fattura. In passato questa opportunità non ha avuto successo, ma ora c’è una novità: la cessione del credito può avvenire anche nei confronti di istituti di credito e di intermediari finanziari. E qui c’è un altro ma; al momento non si conoscono le modalità e le condizioni, per la cessione del credito agli istituti finanziari e non sappiamo, come risponderanno le banche a questa iniziativa. Comunque il successo dell’iniziativa è legato proprio alla possibilità di cessione del credito.

Il decreto individua tre macro-tipologie di interventi che possono usufruire degli incentivi, dovrebbero essere degli interventi trainanti, nel senso che al loro interno, si dovrebbero poter ricomprendere anche altri interventi attinenti, non specificati nel decreto. Le macro-tipologie sono:

  1. efficientamento energetico;
  2. adeguamento sismico;
  3. fotovoltaico e colonnine di ricarica autoveicoli;

Per poter accedere alla detrazione, ci sono dei requisiti energetico-ambientali da soddisfare, che rendono l’ecobonus 110 una svolta green per gli immobili esistenti:

  • i materiali isolanti adottati devono rispettare il Decreto CAM (Criteri Ambientali Minimi);
  • l’intervento deve assicurare un miglioramento di almeno due classi energetiche, ovvero se non possibile, almeno della classe energetica più alta.

Questi requisiti andranno asseverati da tecnici abilitati, i quali dovranno dotarsi anche di idonea polizza assicurativa che garantista per il valore economico delle asseverazioni prodotte; asseverazioni che riguardano sia l’aspetto energetico che la congruità economica dell’intervento.

Insomma le idee sono buone, direi ottime, aspettiamo la pubblicazione in Gazzetta del Decreto Rilancio, nella speranza che sia presto accompagnato da tutti gli atti utili a farlo funzionare bene.

Cos’è l’impianto di ventilazione meccanica controllata degli ambienti – VMC

Fino a circa 20 anni fa, la ventilazione naturale degli ambienti, in specie residenziali, era in parte garantita dagli “spifferi” dovuti alla non perfetta tenuta del telaio delle finestre. Cosa positiva per il ricambio d’aria, ma un enorme spreco energetico. Dal 1991 sono state emanate una serie di leggi e norme in ambito di risparmio energetico, sempre più severe per le prestazioni termiche dei componenti edilizi portando a produrre infissi così detti “termici” con una elevata tenuta all’aria quindi privi di “spifferi”. L’applicazione di queste leggi ha consentito un elevato risparmio energetico per il riscaldamento, a scapito dell’aerazione naturale permanente dell’immobile durante le 24 ore.

Una casa di recente realizzazione è una casa con finestre ad elevata tenuta, ma il giusto ricambio d’aria è indispensabile per il benessere ambientale, come già chiarito in un precedente articolo. Il calcolo per un corretto ricambio d’aria dipende dai seguenti fattori:

  • dimensione degli ambienti
  • numero di occupanti
  • tempo di permanenza degli occupanti
  • tipo di attività svolta dagli occupanti
  • tipo di vestiario
  • emissioni inquinanti interne
  • ambiente esterno

È chiaro che tutti questi parametri non possono essere controllati manualmente, attraverso la semplice apertura saltuaria delle finestre. Si necessita di un impianto di ventilazione meccanica controllata VMC, costituito da uno scambiatore come quello in foto, ben dimensionato e programmato che sulla base delle misurazioni rilevate, garantisca un adeguata ventilazione e ricambio d’aria negli ambienti. Inoltre questo tipo di impianti riducono le dispersioni di calore, perché recuperano il calore presente nell’aria che stiamo espellendo, al contrario dell’apertura di una finestra che disperde anche il calore dell’ambiente. Altro vantaggio è dato dalla presenza dei filtri interni alla macchina, con cui si abbatte l’immissione di inquinanti dall’esterno.

Come schematizzato in figura questo tipo di impianti sono costituiti da uno scambiatore, dotato di ventilatori di aspirazione ed immissione, e da canalizzazioni, alcune che prelevano aria dagli ambienti cucina e bagno, altre che immettono aria rinnovata negli ambienti soggiorno e stanze da letto/studio. Con due punti esterni rispettivamente di prelievo e espulsione aria.

Come detto, la corretta ventilazione dipende da molti fattori tra cui l’aria esterna, ma non bisogna trascurare le fonti di inquinamento interno, per esempio la presenza di fumatori, oppure i materiali della casa. Generalmente una casa nuova o recentemente ristrutturata emana più inquinanti chimici, i VOCs, che devono essere evacuati per mezzo della ventilazione degli ambienti.

Quello descritto è il sistema più efficiente e coordinato di ventilazione meccanica controllata, che in un edificio esistente, comporta lavori impiantistici ed edili non trascurabili, sia per il costo che per il disagio, nel caso in cui non si dispone di un altra residenza durante le lavorazioni. Ci sono altri sistemi meno invasivi di VMC, di tipo puntuali, ovvero che possono servire solo un ambiente. Si basano sullo stesso funzionamento del banale estrattore presente nei bagno senza finestra, ma hanno dei canali concentrici di espulsione ed immissione di aria, in alcuni casi anche con recupero di calore. È possibile installarli sulla parete esterna, praticando un semplice foro di carotaggio. Se magari abbiamo deciso di sostituire gli infissi, possiamo approfittare per installare un sistema, sempre puntuale ma integrato nel perimetro della finestra. Gli svantaggi di questa tipologia sono: la necessità di installarne uno per ogni ambiente (non sempre possibile) e la manutenzione generalmente più difficoltosa.