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RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA PASSIVA

In questi giorni in cui proprietari, imprese e professionisti sono tutti in attesa degli strumenti che renderanno operativo l’art. 119 del Decreto Rilancio, concentriamoci su alcuni aspetti del D.L. n. 34 del 19 Maggio 2020.

L’obiettivo dell’art. 119 è quello di riqualificare il parco immobiliare residenziale esistente, agendo su tre aree di intervento:

  1. la riqualificazione energetica passiva: isolamento di muri, solai, tetti, ponti termici, sostituzione di finestre, cassonetti, installazione di schermature solari;
  2. la riqualificazione energetica attiva: realizzazione di impianti centralizzati di riscaldamento, installazione di caldaia a condensazione o pompa di calore, impianti fotovoltaici, impianti di accumulo elettrico;
  3. la riqualificazione strutturale: interventi finalizzati al miglioramento statico degli edifici nei confronti del terremoto, azioni sismiche.
Coibentazione di un tetto

Nell’ottica di uno sviluppo sostenibile, la riqualificazione energetica passiva è la più importante, perché ha come obiettivo, la trasformazione di un edificio, in un organismo che necessita di meno energia, al limite pari a zero, come i famosi edifici passive-house o edifici ad energia quasi zero Nzeb.

Un intervento di tipo passivo, consiste nel miglioramento delle prestazioni energetiche dei seguenti componenti l’involucro edilizio:

Coibentazione ponti termici pilastro e balcone
  1. murature esterne;
  2. lastrici solari o tetti;
  3. pavimenti;
  4. ponti termici;
  5. finestre;
  6. elementi ombreggianti

I componenti da 1 a 4 hanno in comune gli stessi “doveri”: devono rallentare la trasmissione di calore verso l’esterno nel periodo invernale e viceversa nel periodo estivo, devono evitare la formazione di muffe e condense sulla loro superficie.

Dispersioni termiche di un soffitto esterno

Le finestre insieme agli elementi ombreggianti, hanno compiti diversi a seconda che si tratti di stagione invernale o estiva. D’inverno devono ridurre le dispersioni di calore verso l’esterno e far passare la radiazione solare, permettendo l’apporto gratuito di calore negli ambienti. D’estate devono ridurre drasticamente il passaggio della radiazione solare, con la presenza di vetri così detti “basso emissivi”, e di sistemi di ombreggiamento: tapparelle, brise-soleil, aggetti come le pensiline dei balconi, sporgenze legate alla conformazione dell’edificio.

In una riqualificazione energetica passiva, ho due obiettivi da raggiungere:

  • ridurre e controllare il flusso energetico attraverso tutti componenti dell’edificio che confinano, o con l’ambiente esterno o con ambienti a diversa temperatura;
  • controllare la radiazione solare in ingresso.
Ponte termico di un balcone non coibentato

Il flusso energetico lo riduco e lo controllo con interventi che modificano le caratteristiche di trasmittanza termica, capacità termica, trasmittanza lineica. Gli interventi a riguardo consistono nella coibentazione dei muri esterni, dei lastrici solari e tetti, dove possibile anche dei solai verso ambienti esterni o più freddi; nella sostituzione di: finestre, cassonetti, tapparelle, tutti con migliori prestazioni termiche dei precedenti.

Il controllo della radiazione solare, dipende dalla conformazione dell’edificio e per uno esistente, è molto più complicato da realizzare, ma non è impossibile. Intanto l’inserimento di finestre con vetri selettivi, basso emissivi, mi consente di ridurre l’apporto di calore durante il periodo estivo. Poi devo prendermi la briga di studiare il percorso solare e comprendere come influisce sulla forma dell’edificio. Ci sono aggetti, pensiline, sporgenze, schermature, che ostacolano la radiazione solare in ingresso? La loro presenza ha effetti positivi sul bilancio energetico? Posso introdurre altri componenti che migliorino il controllo della radiazione: brise-soleil, tende esterne, vegetazione? Per capirci, questo studio è simile a quello che si fa testando la carrozzeria di un’auto nella galleria del vento: la forma influenza le prestazioni energetiche sia di una macchina che di un edificio.

Investire in riqualificazione energetica passiva è conveniente per tutti, lo Stato riduce la dipendenza dalle risorse fossili (carbone, petrolio, gas) non rinnovabili, il proprietario riduce il costo per climatizzare sia in inverno che in estate, migliora il confort della casa, la riposiziona sul mercato immobiliare. Inoltre è un investimento che prevede ridottissimi esborsi economici per la manutenzione futura, a fronte di un risparmio costante nel tempo.

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